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Beyond panic? Re-envisioning climate mobilities 

Il percorso Beyond panic? Re-envisioning climate mobilities, sviluppato grazie al contributo di Rethink the Challenge e Panicocene, ha realizzato, tra dicembre 2023 e maggio 2024 una serie di workshop e seminari volti ad analizzare da diverse prospettive la complessa relazione tra mobilità e cambiamenti climatici e a promuovere approccio collaborativi tra giornalistə, ricercatorə, attivistə e artistə per generare possibili contro-narrazioni dell’attuale quadro allarmistico.

Attraverso la raccolta di creative writings, i seminari hanno permesso di far emergere visioni ed immaginari collegati al tema delle migrazioni nell’epoca dei cambiamenti climatici. 

Puoi leggere qui  le storie condivise da Accademic*Giornalist*, e  Attivist*, Artivist* e Artist*.

Durante ogni incontro, una serie di domande ha guidato la discussione e favorito riflessione in piccoli gruppi : 

  • Che aspetto avrebbe l’etica della cura in un mondo di cambiamenti climatici?  
  • Come scegliete le storie da raccontare sulla migrazione climatica? 
  • Quali sono gli effetti di queste storie sul pubblico in generale?
  • Quale dovrebbe essere l’obiettivo di raccontare queste storie? 
  • Come possiamo fare in modo che le persone si interessino alle mobilità climatiche
  • Cosa significa essere un attivista nell’era dei cambiamenti climatici e delle grandi migrazioni? 
  • E’ possibile creare un ponte tra l’attivismo per la giustizia climatica e quello per la giustizia delle mobilità? Come? 

Rethink the Challenge Project

I seminari, che hanno visto la partecipazione di Andrew Baldwin (Durham University), Mimi Sheller (Worcester Polytechnic Institute), Giovanni Bettini (Lancaster University), Sara Manisera (Fada Collective), Lillo Montalto Monella (RAI),  Pierluigi Musarò (Università di Bologna), Gioacchino Orsenigo (Università di Napoli L’Orientale), Elena Giacomelli (Università di Bologna), Andrea De Bernardi (Guerrilla Spam) e Andrea Conte (Andreco, Climate Art Project), hanno guidato le persone partecipanti nel riflettere attorno al tema della migrazione climatica e dei rischi che sottendono le narrazioni di questi temi. 

Beyond Panic. Academia, Activism, Arts and Journalism re-envisioning climate mobilities

Il 29 maggio, con il supporto di Micol Pizzolati e Davide Caselli, del gruppo di ricerca Cre.me Lab dell’Università di Bergamo, attivistə, Giornalistə e Accademicə hanno collaborato per la realizzazione di una fanzine collettiva che potesse offrire spunti per una narrazione visuale della migrazione climatica. 

A partire dalle seguenti domande: 

  • Come possiamo garantire una migliore collaborazione tra università, operatori dei media, attivisti e artisti?
  • Che aspetto ha una rappresentazione ponderata, critica e utile della migrazione climatica? 
  • Quali sono gli elementi necessari per comunicare le migrazioni climatiche?


Lo strumento ha permesso ai partecipanti, suddivisi in 3 team,  di realizzare un prodotto capace di ridefinire la mobilità climatiche.

    Fanzine come strumento collaborativo di ricerca sociale

    Il workshop di ideazione e costruzione collaborativa di fanzine digitali è stato disegnato espressamente per il progetto, attingendo ad alcuni aspetti caratteristici di questo modo di pubblicare. Usate con intenti diversi, dalle campagne di sensibilizzazione ai progetti di ricerca-azione, le fanzine si prestano, in particolare, a favorire l’emersione di idee nuove ed emergenti, la riflessione sulle relazioni e sui collegamenti, la produzione di connessioni inedite.

    Attraverso una fanzine si può raccontare un contesto in modi unici ed originali e, nel farlo, la dimensione collettiva è importante, sia che si tratti materialmente di un lavoro comune sia che la si crei per dialogare con una comunità. È  un modo di comunicare una storia che favorisce la collaborazione tra persone con competenze, sensibilità, bisogni e obiettivi diversi, ad esempio artisti, ricercatori, autori, poeti. Infine, come in tutti i metodi creativi per la ricerca sociale, il processo di ideazione e realizzazione è importante almeno tanto quanto l’artefatto che ne è il frutto.

    Creators

    Riccardo Pallotta,
    Francesca Rosignoli,
    Pierluigi Musarò,
    Aniseh Bro

    Creators

    Hussaini Garba Mohammed,
    Mahruf Shohel,
    Ebrima K. Ceesay,
    Georgios Baklavaridis

    Creators

    Ann-Christine Link,
    Michal Teague,
    Zoë Wismeth

    Leggi di più sui Metodi di Ricerca Sociale Creativa su

    • Giorgi A., Pizzolati M., Vacchelli E. (2021) Metodi creativi per la ricerca sociale. 
    • Contesto, pratiche e strumenti” Il Mulino. 

    Oppure guarda questo video.

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